Sorbetto, la mappa per gli sci alpinisti piemontesi

Sorbetto è la mia mappa invernale, ad uso essenzialmente sci alpinistico ma forse interessante anche per quelli che fanno i buchi nelle tracce. Inizialmente realizzata per uso personale nelle valli cuneesi, a questo punto copre tutto l’arco alpino piemontese.  Nonostante ci abbia messo tutta l’attenzione possibile e sia realizzata su basi di dati di ottima qualità è pur sempre un prodotto amatoriale frutto di una elaborazione semi-automatica. Usatela, se volete, a vostro rischio e pericolo. Suggerimenti e critiche per migliorarla sono bene accetti.

Perché questa mappa?

Nasce tutto da questa discussione su Skitour. L’idea di base è evidenziare i pendii con inclinazione di 30°  e oltre, come fanno da tempo gli svizzeri, per pianificare meglio gli itinerari e applicare con più facilità e maggior precisione i vari metodi di riduzione del rischio valanghe. Oltre a questo, siccome fortunatamente in montagna non ci sono solo le valanghe, ho usato colori diversi in funzione dell’inclinazione.

L’inclinazione dei pendii è calcolata a partire dal DTM della Regione Piemonte, e rappresentata secondo il seguente schema:

    • da 30° a 45° passaggio progressivo da giallo a rosso
    • da 45° a 50° colorazione rossa uniforme
    • oltre 50° colorazione grigio scuro uniforme (nella maggior parte dei casi si tratta in realtà di salti di roccia)

Tenere presente che il dato altimetrico è rilevato ogni 5 metri, per cui l’indicazione non è necessariamente affidabile nei canali più stretti e incassati. Tenere soprattutto presente che l’inclinazione indicata è quella del terreno; poiché la distribuzione della neve non è necessariamente uniforme, soprattutto in prossimità di creste e avvallamenti, la pendenza effettiva può cambiare localmente anche in maniera sensibile.

In seguito alla discussione di cui sopra vorrei sottolineare una cosa che nel 2015 dovrebbe essere scontata ma per qualcuno evidentemente non lo è.  Quella dei 30° è la soglia minima comunemente accettata dagli addetti ai lavori perché si possa produrre una valanga a lastroni di neve asciutta in presenza di uno strato fragile attivo. Le valanghe però si possono estendere anche oltre la zona a 30° e soprattutto si staccano solitamente a distanza. Quindi il fatto che una zona non sia evidenziata sulla mappa non implica che sia sicura, bisogna sempre considerare delle distanze di sicurezza adeguate alle condizioni del momento e ciascuno deve fare questa valutazione per conto suo.

Se non vi è chiaro il concetto di “strato fragile attivo” che ho citato prima consiglio due letture, al momento solo in inglese e in francese (sono due documenti diversi che si sovrappongono solo parzialmente, merita leggerli entrambi).

La carta di base

Gli elementi grafici principali sono quelli della leggendaria CTR raster 1:10.000 della Regione Piemonte. Ho aggiunto l’ombreggiatura di base dei pendii, colorato gli elementi idrici e aggiunto la viabilità da Openstreetmap, ma a parte questo è sempre lei.  Fino al livello di zoom 14 sono riportati vegetazione e sentieri, con gli stessi criteri già usati per Bugianen, la versione estiva di questa carta, che raccomando per l’uso escursionistico. Per i livelli di zoom 15 e 16 il focus della mappa è sull’inclinazione dei pendii per cui ho rimosso la vegetazione e semplificato il resto. Per i sentieri classificati come T1, T2 e T3 ho usato tratti lunghi, per T4, T5 e T6 (sentieri con difficoltà alpinistiche) tratti brevi.

Rifugi

I rifugi provengono dal database di OpenStreetMap. Detta fuori dai denti, sono mappati malissimo, per cui ho riportato solo nome e posizione, senza distinguere graficamente fra rifugi e bivacchi, e senza indicare l’eventuale presenza di locali invernali.

Stazioni sciistiche

Siccome in Piemonte hanno privatizzato la montagna non si possono risalire le piste, e non è riconosciuto a chi va a piedi un “diritto alla cima”: ho quindi inserito le stazioni sciistiche (impianti e piste) in modo da poter gestire la cosa al meglio. Qui il dato di OpenStreetMap sembra piuttosto buono.

Compatibilità

Le mappe sono disponibili nel formato “mbtiles” di MapBox e nel formato “rmap” di CompeGPS (TwoNav), il che dovrebbe coprire la maggior parte delle esigenze.

Per esperienza personale con OruxMaps e Locus su Android funzionano normalmente  entrambi i formati, tuttavia in alcuni casi il formato rmap ha dato problemi e l’autore di OruxMaps consiglia comunque mbtiles sotto Android in quanto rmap anche quando funziona è più pesante per le app.

Su iOS da specifiche dovrebbe funzionare il formato “mbtiles” con l’app EasyTrails, ma non ho provato di persona. Si suppone anche che l’app TwoNav funzioni con il formato “rmap”; ho provato la versione gratuita per Android che vede il file ma non lo lascia caricare e non ho avuto voglia di spendere i 7€ della versione completa per togliermi la curiosità.

I file in formato “rmaps”funzionano anche sui dispositivi GPS TwoNav e con con il SW CompeGPS Land per PC, anche in versione gratuita.

Per Windows Phone mi sembra già difficile trovare le app, che formati supportano sembra essere un segreto militare… chi sa faccia sapere nei commenti.

Per chi ha un software non compatibile il consiglio migliore che posso dare è di provare la conversione tramite MOBAC a partire dal file in “mbtiles”. Bisogna spippolare un po’ ma funziona. Il trucco è mettere nella cartella “mapsources” un file XML con i dati della mappa, in modo che la veda correttamente nel menu delle mappe: ne ho inserito uno di esempio nel download di test, bisogna aprirlo in un editor di testo e correggere il path alla riga 5. Da notare che MOBAC richiede JAVA installato sul PC.

Download

Se non siete sicuri del formato più adatto potete scaricare un file di test in entrambi i formati e fare le prove del caso.

Per quanto riguarda le mappe vere sono disponibili (Il quadro d’unione, nel caso l’aveste perso, è nella galleria in cima alla pagina):

I file zippati contengono il file con la mappa (.mbtiles o .rmap) e i vari file relativi alle licenze d’uso. L’unico file che vi serve per il funzionamento è quello della mappa, ma se decidete di passare ad altre persone la carta, per cortesia dategli tutto il malloppo.

Oltreconfine

Per la Francia si possono trovare i pendii a 30° su base IGN su skitrack.fr. Purtroppo, nonostante l’impegno di Florent, i dati altimetrici sono al momento grossolani (griglia di 75 metri). Questo significa che molti pendii minori sfuggono al calcolo. Disponibile anche per Android con l’applicazione MyTrails (a pagamento).

Va molto meglio in Svizzera con le bellissime carte Swisstopo (nel menu a sinistra andare su “geocatalogo”, “dati di base e pianificazione”, e poi “altimetria”). Disponibili, a pagamento, anche all’interno dell’app White Risk.

Ringraziamenti

Grazie alla Regione Piemonte per aver “liberato” i dati cartografici in suo possesso, e al suo ufficio cartografico per i suggerimenti ricevuti.

Grazie, e complimenti, soprattutto a chi ha disegnato la mai troppo lodata CTR raster 1:10.000 della Regione Piemonte, che a distanza di oltre vent’anni resta un capolavoro di espressività cartografica.

E, ovviamente, grazie ai volontari che mappano su OSM, inutile specificare il perché.

20 thoughts on “Sorbetto, la mappa per gli sci alpinisti piemontesi”

  1. Ciao Anne,
    techniquement le calcul des pentes est très facile et vite a faire. Le problème est avoir la base de données et en plus il faut le fond de carte (enfin, le permis de l’utiliser).
    Pour la France c’est déjà fait par Florent, sur skitrack, il y a le fond de carte IGN et la couche des pentes a plus de 30°. Malheureusement il faut utiliser en ligne et les données altimétriques sont assez lâches (75m, je utilise 5m). L’IGN a les données a 5m, mais il faut le payer. Peut être que si ANENA, SNGM, CAF ou autres demandent, vu l’intérêt social de prévenir les avalanches, quelque chose bouge.
    Pour la Vallee d’Aosta j’avais jetè un œil, les données altimétriques et le fond de carte existent mais je n’ai pas vu la possibilité de télécharger. Si je décide de élargir la couverture je vais me renseigner, mais c’est un peu tôt.

  2. Ciao Ornella, che problema hai? Se ti dà errore Box prova a scaricare dal mirror, ho aggiornato la pagina con il link. Io non ho dispositivi iOS a disposizione per provare, ma per quanto ne so devi scaricare su PC/Mac e poi trasferire sul telefono con iTunes. Prova a seguire le istruzioni in questa guida, andando direttamente al paragrafo “Note per chi utilizza EasyTrails GPS”. E’ la prima cosa che ho trovato, ci saranno sicuramente altre app, ma come ho detto non sono pratico dell’ambiente.

  3. ciao! Perdona l’ignoranza… ho uno smartphone lumia 625, ho scaricato sul pc i tre file zippati; sai dirmi come fare a caricarli o meglio quale software integra qs files con il sistema windows phone? attualmente come software uso Hike & Bike, here maps, google maps, … Grazie!
    Gianluca

  4. Ottimo lavoro, hai trasformato il mio cellulare Android in un Garmin! Ed oggi mi ha anche tirato fuori dalla nebbia!!
    Grazie, e continua fino al Monviso, se ci vediamo in giro hai una birra assicurata!!!

  5. Ciao Gianluca, purtroppo non so cosa dirti. Ho dato un’occhiata in giro e si trovano pochissime informazioni su Windows Phone. Ho caricato le mappe anche nel formato RMAP. Prova con il file di test per non perdere troppo tempo a scaricare i file completi. Se non va l’unica è scoprire il formato con cui lavorano le tue app e tentare la conversione con MOBAC. Ho aggiornato la pagina aggiungendo qualche indicazione.

  6. Grazie Cesare, ma nel file linkato ci sono solo le coordinate dei rifugi, e solo quelli del CAI. Bene o male questo cose sono già mappate. Quel che servirebbe è un database completo (CAI e non) con i dati relativi a capienza, gestione, locali invernali ecc in modo da differenziare le icone e sapere a colpo d’occhio se un rifugio è usabile come riparo d’emergenza o no. La cosa ideale sarebbe in realtà che questi dati fossero inseriti e tenuti aggiornati su OpenStreetMap in modo che tutti (OpenAndroMaps, OpenCycleMap, Freizeitkarte, etc) possano beneficiarne automaticamente. Comunque è interessante da avere, grazie.

  7. Lo scorso anno avevo letto che il sito del CAI Piemonte relativo ai rifugi (www.rifugiinpiemonte.it) aveva ricevuto un contributo per aggiungere anche i rifugi non CAI ( https://www.facebook.com/clubalpinoitaliano/photos/a.443382859077752.1073741828.443027039113334/620402554709114/?type=1&comment_id=621340584615311&offset=0&total_comments=3 )

    Visto che al Cai di Pinasca qualcuno appassionato di gps che si interessa della cosa c’è (o almeno c’era qualche anno fa, http://bike-board.eu/community/forum/showpost.php?p=5355963&postcount=21 ) ed ha i contatti con chi gestisce il sito dei rifugi in Piemonte, potresti provare a vedere se può fornirti i dati completi o metterti in contatto con chi li può avere.

    Per inserirli su OpenStreetMap ci vorrebbe qualcuno del CAI appassionato e in possesso di tutti i dati che lo facesse…

    Inoltre, se può essere utile, segnalo che la Regione Piemonte mette a disposizione (anche se non sempre è accessibile) i dati relativi al sistema informativo valanghe, con la possibilità di consultazione su cartina di molte zone del cuneese e del torinese in cui si sono verificate o sono possibili valanghe ( http://webgis.arpa.piemonte.it/easymap/
    aggiungere il layer valanghe e ingrandire la zona di interesse altrimenti non mostra il dettaglio).
    I dati della provincia di Cuneo sono anche visibili:
    http://gis.provincia.cuneo.it/valanghe/index.jsp
    Per tutti i dettagli:
    http://webgis.arpa.piemonte.it/geoportalserver_arpa/catalog/search/resource/details.page?uuid=ARLPA_TO%3A07.07.01-D_2011-05-11-15%3A50&title=Arpa%20Piemonte%20-%20Sistema%20Informativo%20Valanghe%20-%20SIVa

    Magari potrebbe essere un’ulteriore aggiunta al tuo interessante lavoro.

  8. Grazie per gli ulteriori link dei rifugi, appena ho un po’ di tempo cerco qualche contatto.

    Per le carte delle valanghe conoscevo quella della provincia di Cuneo, ma non avevo ancora visto quella dell’ARPA. Sono carte interessanti a fini di studio e/o pianificazione territoriale, dove ti interessa sapere quante volte in un secolo sarà interrotta una strada o quante probabilità hai che ti venga spazzata via una costruzione da un evento di grandi dimensioni. Per questo ti vengono in aiuto i dati storici (statistica) o software di simulazione come AVAL-1D. Poi in questi scenari tieni conto di qualunque tipo di valanga, incluse quelle di neve bagnata che generalmente non interessano gli sciatori. Inoltre al momento sono parecchio incomplete.
    Dal punto di vista dell’alpinista l’approccio statistico non è efficace, quello che conta è l’inclinazione del terreno in combinazione con le condizioni di neve del momento. Tecnicamente qualunque pendio che supera anche solo in alcuni punti i 30° è potenzialmente valanghivo.

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